di Federico Curatola
Riconfermato di recente alla vicepresidenza della Comunità Montana versante jonico meridionale, segnale di stima del Presidente Palermiti nei confronti di chi ha lavorato sodo per far prendere quota ad un progetto di sviluppo, Tommaso Macheda interviene su alcuni punti a parere suo fondamentali per azzerare le lacune che l’area presenta rispetto al resto del territorio. “Mi preme ribadire la necessità non soltanto di rinvigorire l’azione programmatica ma anche di impostare una riflessione sui valori di partecipazione e di consenso. Nel nostro territorio – dice Macheda – non sempre si sono compiutamente espressi tutti i fattori che caratterizzano lo sviluppo; a volte l’ottimismo della potenzialità di progresso si è dovuto arrestare di fronte all’inadeguatezza del sistema delle infrastrutture che dovrebbe essere l’asse portante dello sviluppo. Purtroppo non godiamo del privilegio di una rete ferroviaria avanzata specialmente nella fascia jonica, non abbiamo infrastrutture viarie all’avanguardia, specialmente – sottolinea ancora Macheda – le aree interne e quindi i nostri territori mancano di una certificazione di qualità. E’ in questo senso che dobbiamo intervenire, puntando sulle priorità: l’assetto del territorio, l’espansione delle attività produttive e del turismo, soprattutto rurale”. Spostando poi la mira sulla crisi della politica a tutti i livelli, il vicepresidente della Comunità Montana afferma l’inalienabile necessità di rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni recuperandone efficienza ed efficacia. “Questa è un’esigenza da tutti avvertita e per la quale tutti dobbiamo continuare ad operare – continua Macheda – poiché se non riusciremo a dare risposte convincenti, a tornare a porre in primo piano l’interesse comune, non tireremo la politica fuori da questo pantano e quindi affosseremo ancora di più un territorio già in ritardo”. Un ultimo accenno Macheda lo fa al ruolo dell’Ente montano, cui secondo lui “va dato pieno riconoscimento e formale legittimazione all’azione innovativa. Accade, il più delle volte, che le giuste rivendicazioni delle Comunità Montane siano percepite con un senso di palese fastidio e considerate di disturbo, anziché di maggiore correlazione ai bisogni e alle situazioni locali. Occorre cancellare queste pecche, superare questi ostacoli e mettere, chi ha davvero la voglia e la passione, in condizione di agire”.
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