di Silvio Cacciatore

Il 1° Maggio nasce come momento di lotta internazionale di tutti i lavoratori, senza barriere geografiche, né tanto meno sociali, per affermare i propri diritti, per raggiungere obiettivi, per migliorare la propria condizione. “Otto ore di lavoro, otto di svago, otto per dormire” fu la parola d’ordine, coniata in Australia nel 1855, e condivisa da gran parte del movimento sindacale organizzato del primo Novecento. Si aprì così la strada a rivendicazioni generali e alla ricerca di un giorno, il primo Maggio, appunto, in cui tutti i lavoratori potessero incontrarsi per esercitare una forma di lotta e per affermare la propria autonomia e indipendenza.

La storia del primo Maggio rappresenta, oggi, il segno delle trasformazioni che hanno caratterizzato i flussi politici e sociali all’interno del movimento operaio dalla fine del secolo scorso in poi, ed è giusto, quindi, ricordarla e celebrarla.

Come ogni anno, infatti, a Bova Marina i partiti di centro sinistra, tra i quali spiccano Democratici di Sinistra e Comunisti Italiani, organizzano la grande manifestazione di popolo, ormai entrata nel novero delle manifestazioni ufficiali che ogni anno si svolgono nella ridente cittadina ionica. Anche quest’anno, grazie all’aiuto di preziosissimi volontari e di tanti militanti di partito, ma anche e soprattutto grazie alla stragrande maggioranza delle attività commerciali bovesi, i partiti de l’Unione sono riusciti a reperire i fondi necessari a pagare la Banda Musicale “città di Bova”, e ad affrontare le spese per l’acquisto di zeppole, birra e vino, che sono come sempre offerte gratuitamente ai cittadini e alla popolazione.

Come ormai di rito la manifestazione si svolgerà cosi:

alle ore 16.00 dalla vecchia salita per Bova superiore partirà il corteo con la banda musicale, che sfilerà per le vie del paese e ripercorrerà le tappe storiche della politica e del sindacalismo, come le vecchie sedi della Cgil, del PCI, della Camera del Lavoro, per poi passare dall’attuale sede dei Ds e del futuro Partito Democratico, ed arrivare alla tappa obbligata di Piazza Gramsci dove nell’attigua casa del compagno Don Peppino di Pagliapoli (tesoriere Ds e figura storica del comunismo bovese) dove verranno offerte zeppole e vino. Una volta ristorati si ripartirà verso la villa comunale, dove all’arrivo del corteo

alle 18.00 circa, è atteso il comizio con l’intervento del sindacalista Antonino Zumbo, responsabile del settore trasporti della Cgil Calabria, e di altri esponenti politici e sindacali. Subito dopo sarà aperto il buffet ed inizierà il concerto di un gruppo di giovani dei Comunisti Italiani.

Per ulteriori informazioni sull’evento, potete consultare il sito http://www.dsbovamarina.it/ o inviare una mail a info@dsbovamarina.it

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