Ciao mondo grecanico!!
AREAGRECANICA - STRUTTURA TERRITORIALE
SITUAZIONE GEOGRAFICA E DIMENSIONE DEL TERRITORIO
L’area grecanica ha un’estensione complessiva di circa 460 Kmq. Essa abbraccia un territorio compreso tra il basso Ionio Reggino e L’Aspromonte. Buona parte è adagiata sui primi contrafforti aspromontani e con questa montagna si confronta quotidianamente .Da sempre l’Aspromonte è stata una terra difficile da percorrere e da capire. Vivere su queste montagne ha sempre voluto dire accettare una lotta quotidiana con la povertà , le frane, l’isolamento. Nonostante il clima arido, l’Aspromonte è una montagna ricca d’acqua. Le fiumare, mute e ridenti per buona parte dall’anno, possono trasformarsi, all’arrivo delle piogge, in turbinosi torrenti che sconvolgono la maggior parte dei terreni e della vegetazione. Risalendo l’Aspromonte dal mare, si possono attraversare giardini di aranci, limoni e bergamotti, le culture di vite, olivo e mandorlo. Per secoli le fiumare d’Amendolea o di Melito hanno costituito le sole vie di comunicazione tra montagna e il mare. Per quanto riguarda il letto dell’Amendolea, nella sua parte bassa, non supera i 12m sul livello del mare, e non supera l’altezza di 18m. a 100 m dalla foce (dati relativi ad un’indagine del 1974). Tra i viaggiatori che si accostarono a questa roccaforte, lasciando una descrizione entusiasta vi è Norman Douglas, esploratore naturalista inglese che scrisse nel suo splendido libro “old Calabria” (Vecchia Calabria), pubblicato nel 1915:”L’Aspromonte merita il nome che porta””. O il suo connazionale Edward Lear, celebre illustratore e scrittore, autore del “Diario di viaggio in Calabria e nel Regno di Napoli”, che, a metà del secolo scorso, visitò proprio i paesi grecanici. Al viaggiatore inglese e all’itinerario da lui seguito è dedicato “il sentiero dell’inglese”, un percorso naturalistico-culturale che accompagna gli escursionisti alla scoperta di un ambiente affascinante e misterioso. L’area grecanica ha i caratteri tipici delle zone aspromontane alquanto accidentate ed instabili. Le caratteristiche fisiche del territorio sono costituite da un lungo contrafforte, che separa le fiumare Amendolea e Melito e che si diparte dalla sommità Cacciadiavoli e, largo e boscoso, raggiunge i Campi d’Ammusa, dove si divide. Il ramo orientale ha una sottile schiena che sul fianco rivolto all’Amendolea presenta estese frane, si solleva quando raggiunge Punta d’Atò e da qui si divide in due sproni: uno, con successivi cocuzzoli scoperti e rocciosi in alto e coltivati sui pendii, raggiunge il villaggio di Ghorio e termina con la rupe rocciosa su cui sorge Roccaforte; l’altro scende verso la regione Monaca, poi si solleva verso Trear- I Campi, ha tutti intorno rapidissimi pendii che scendono sulle vallate dell’Amendolea e del Pisciato. L’altro ramo dei campi d’Ammusa verso monte Peripoli, fra le fiumare Pisciato e Melito, e precipita con ripide balze. La stretta dorsale è ripida e franosa sui fianchi. Il terreno poi si risolleva con l’altura di San Lorenzo. Le due catene di contrafforti rocciosi terminano nei due promontori di Capo Spartivento e Capo d’Armi. E’ possibile individuare tre terrazzi alluvionali non molto estesi: il primo va a formare l’area pianeggiante costiera, il secondo, un breve altopiano tra quota 600 e 800 più volte interrotto per l’erosione delle fiumare ed infine il terzo, quasi inesistente in questo versante, comprende la zona boscosa al di sopra dei 1000 metri s.l.m. Oltre la metà dei suoli dell’area ha una pendenza superiore al 30%. In poco più di 20 Km. si passa dalla quota del mare a 2000 metri d’altitudine.
IL CLIMA
Si può affermare che il clima sul versante ionico è particolarmente secco, poiché le perturbazioni occidentali, che fanno della costa tirrenica una delle aree più piovose del paese, non riescono superare il massiccio dell’Aspromonte. L’area Grecanica rientra quindi nel settore dei climi temperati e può essere definita come una regione con solo due stagioni. Nelle zone litoranee e nelle basse pendici dei versanti si riscontra il clima tipicamente mediterraneo con inverni miti ed estati calde e molto siccitose. Nelle aree più interne con l’aumentare dell’altitudine si passa ad un tipo di clima che può essere definito montano - mediterraneo con un generale abbassamento delle temperature sia estive che invernali.
LE FIUMARE
A rendere estremamente frastagliato il sistema intervengono anche numerose “fiumare”, cioè i corsi d’acqua a carattere torrentizio, che solcano l’entroterra creando profondi avvallamenti nel suolo. Il loro corso va da ovest verso est, è molto breve ed è caratterizzato dall’ampiezza degli alvei fluviali vallivi. Le principali fiumare da ovest sono il Tuccio, che sfocia a Melito P.S., l’Amendolea che è il più grande delle tre, con foce a Condofuri Marina (è intorno a questa fiumara che gravita la zona grecofona) e il Palizzi che sfocia appunto a Palizzi marina. Queste fiumare hanno costituito un polo di attrazione per numerose attività economiche in quanto assicuravano l’irrigazione delle coltivazioni, a volte impiantate sul loro greto con opere d’ingegneria idraulica molto audaci e consentivano di sfruttare l’energia potenziale delle acque per il funzionamento di mulini e frantoi fin nei primi anni dello scorso secolo.
>>>> RISORSE AMBIENTALI continua …
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